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Valli Forlivesi

 

di

Luisa e Pietro Sergi

 

Partiamo in una splendida mattina di fine ottobre, con un bellissimo sole ed una temperatura piacevole, per passare la giornata nelle Valli Forlivesi, in provincia di Forlì-Cesena. Oggi l’autunno si è vestito del suo abito più bello con i caldi colori del giallo, dell’arancio e del rosso che brillano, tra il verde, creando uno spettacolo meraviglioso, carico di suggestione e di fascino.

 

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Ottobre 2011

 

Arriviamo al Passo del Muraglione a 907 metri s.l.m., un valico dell’Appennino Tosco-Romagnolo che anticamente era percorso da mulattiere. Nel 1836, per volere del Granduca di Toscana, Leopoldo II, fu realizzata una strada carrozzabile e, sul passo, una casa cantoniera, un piccolo albergo ed un muro di pietre (da cui deriva l’origine del nome) che offriva, ai viandanti, un riparo dal forte vento di crinale.

 

Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

 

Oltrepassato il valico ci inoltriamo nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi percorrendo ampi tornanti che si snodano tra fitti boschi di faggi, abeti e castagni, intervallati da vasti pascoli e radure. Il panorama che ci accompagna è di una bellezza unica, meravigliandoci ad ogni curva.

La prima sosta è a SAN BENEDETTO IN ALPE, un minuscolo borgo di 191 abitanti, situato nella Valle del fiume Montone, a 598 metri sul livello del mare. La storia del paese è legata all’abbazia di San Benedetto, costruita intorno all’anno mille, ed anche a Dante Alighieri che vi sostò, nel suo viaggio di esilio dalla Toscana alla Romagna, citandola poi nel XVI Canto dell’Inferno. Il chiostro - cortile con l’antico pozzo è un delizioso terrazzo sul fantastico panorama dell’Alpe di San Benedetto. Da lì si accede alla cripta del transetto di destra della chiesa e ad alcuni tratti delle antiche mura del monastero.

 

San Benedetto in Alpe - Abbazia

 

Dal punto sosta del Viale Acquacheta parte il famoso Sentiero natura “Acquacheta”, da fare a piedi in circa due ore, che conduce alla cascata di Dante. Il percorso risale il corso del torrente, contornato da biancospini e faggi, lungo il quale si possono ammirare splendide cascate, una delle quali supera i 70 metri. Purtroppo questa “passeggiata” non è fattibile per persone su sedia a rotelle, come si trova il nostro amatissimo Stefano e quindi andiamo oltre.

Percorriamo circa otto chilometri sulla SS67 ed arriviamo a BOCCONI, un piccolissimo borgo medievale di 127 abitanti. Una strada acciottolata scende attraverso il paese, a metà della quale si erge l’interessante Torre Mazzoni, del XIV secolo, e poi prosegue fino al fiume dove si può ammirare il caratteristico Ponte della Brusia (XVIII secolo).

 

Bocconi – Torre Mazzoni

Bocconi - Ponte della Brusia

 

E’ un luogo incantevole: il profilo del ponte a schiena d’asino, con tre arcate, si staglia dominante sulla cascata e la grande pozza, nella quale si tuffa l’acqua cristallina. Tutto intorno, il paesaggio naturale suscita intense emozioni. Al di là del ponte si diparte una mulattiera che conduce in salita al vecchio borgo in rovina di Bastia.

Ci rimettiamo in viaggio sulla statale e, dopo circa quattro chilometri, giungiamo a PORTICO DI ROMAGNA. Il borgo conserva intatta la struttura urbanistica medievale, suddivisa su tre livelli, che rispecchiava la gerarchia sociale e politica del tempo. Nella parte alta c’era il Castello, del quale rimane solo una torre (circondata dal giardino di Dante e Beatrice), la Pieve di S. Maria in Girone ed il Palazzo del Podestà. Nel piano intermedio ci sono portici, logge e palazzi nobiliari tra i quali il Palazzo Portinari, del quale la leggenda narra che in questo luogo sbocciò l’amore di Dante Alighieri per Beatrice Portinari. Il piano inferiore si articolava lungo il fiume, dove erano situati “i borghi”, le case di popolani ed artigiani, ricavate nella cinta muraria. I vari livelli sono collegati da ripidi e suggestivi passaggi ancora perfettamente conservati.

 

Portico di Romagna - Via Roma

Portico di Romagna - Ponte della Maestà

 

Dalla Via Roma, che attraversa la parte media, si dipartono ripide stradine che conducono ai “borghi” inferiori, veramente caratteristici, ed al suggestivo Ponte della Maestà. L’elegante manufatto in pietra, a schiena d’asino, è ad arcata unica e scavalca il fiume Montone. La pavimentazione originale dello stesso si conclude di fronte ad un piccolo oratorio, detto della Visitazione. Dalla sommità del ponte si ammira una bella vista del borgo.

Tornati al piano intermedio entriamo nel Ristorante “Al vecchio Convento” dove gustiamo una profumata fonduta con scaglie di tartufo e cinghiale in umido con polenta: tutto veramente buonissimo!

Dopo l’ottimo pranzo ed essendo ancora presto per rientrare, decidiamo di fare una breve deviazione e ci rechiamo a PREMILCUORE. Il borgo è situato nella Valle del fiume Rabbi a 459 metri s.l.m., ha circa 889 abitanti ed è insignito della Bandiera Arancione del T.C.I. Secondo la tradizione, l’originale agglomerato, fu fondato nel 215 d.C. dal centurione Romano Marcelliano che si rifugiò, con alcuni soldati, nella boscosa e disabitata vallata del Rabbi per sfuggire alla vendetta dell’imperatore Caracalla.

 

Premilcuore

Premilcuore – Porta dell’Orologio

 

Nel paese, dov’è ancora riconoscibile la struttura medievale, si accede attraverso la Porta Fiorentina, trasformata nel cinquecento in Porta dell’Orologio. Le abitazioni sono in pietra serena ed arenaria, stile architettonico toscano, evidente nei palazzi nobiliari Giannelli e Briccolani. Lungo la sponda del fiume c’è un organizzato Centro Visite che include il Museo della fauna del crinale romagnolo.

 

Anche oggi l’incontro con una bellissima natura incontaminata, tra boschi e prati, e la scoperta di piccoli antichi borghi, incastonati nel verde ed immersi in un silenzio, quasi mistico, che rievoca tante storie perse nel tempo, ci hanno lasciato nel cuore tanta serenità.

 

Nella nostra Photo gallery sono disponibili tutte le foto del viaggio.

 

INFORMAZIONI UTILI

 

PREMESSA: i luoghi sopra descritti e da noi visitati a “turno”, si sconsigliano ai disabili costretti su sedia a rotelle, perché non accessibili, fatta eccezione di pochissime possibilità.

SAN BENEDETTO IN ALPE: l’abbiamo raggiunto (in auto), prendendo a Calenzano (FI) l’A1 direzione Roma con uscita Firenze Sud e proseguendo sulla SS67 per Pontassieve, Dicomano - San Godenzo, quindi il Passo del Muraglione. Un punto sosta anche per camper adiacente la statale 67 in Viale Acquacheta; coordinate GPS: N 43.58.923 – E 011.41.168.

BOCCONI: un punto sosta pure per camper nelle immediate vicinanze del Ponte della Brusia e della Torre Mazzoni; coordinate GPS: N 44.00.461 – E 011.44.699.

PORTICO DI ROMAGNA: un punto sosta anche per camper (il secondo, zona commerciale) adiacente la statale 67; coordinate GPS: N 44.01.558 – E 011.46984. Per maggiori informazioni sul Comune di Portico e San Benedetto, che si fregia della Bandiera Arancione, clicca qui.

PREMILCUORE: abbiamo parcheggiato l’auto davanti al Municipio; un punto sosta è vicino alla Stazione Carabinieri alle seguenti coordinate GPS: N 43.58.567 – E 011.46.556. Per il rientro abbiamo preso da qui la SP9 ter fino ad incrociare nuovamente la SS67. Per ulteriori informazioni sulla sosta camper in questi luoghi si consiglia di consultare l’apposita sezione di www.quellicheilcamper.it




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